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Dopo il blitz della Guardia di
finanza e il dito puntato contro 32 medici |
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Nessuna sperimentazione
Farmaci somministrati per i brufoli, cosa
dice l'Asl n.4
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MATERAIn merito all'inchiesta della Guardia di
Finanza di Matera che ha denunciato alla Ministero della Salute,
all'Agenzia italiana del farmaco e alle Asl di competenza 32 medici
di varie province, e tra questi anche medici della provincia di
Matera, per una presunta sperimentazione farmacologia non
autorizzata il direttore sanitario della Asl.4, Vito Gaudiano, non è
dello stesso avviso delle forze dell'ordine. A suo giudizio, «non si
è trattato di sperimentazione clinica non autorizzata, ma di
prescrizione di farmaci per patologie diverse da quelle per le quali
il farmaco è stato immesso su mercato dal Ministero della Salute. I
medici che hanno prescritto questi farmaci per patologie diverse
dalle loro indicazioni lo hanno fatto sulla base di principi di Ebm
(medicina basata sull'evidenza) e sulla base di pubblicazione
scientifiche. Il medico prescrittore ha pertanto la piena autonomia,
assumendosene tutta la responsabilità, e sulla base della comprovata
efficacia del farmaco. Tant' è che i pazienti non hanno subito alcun
danno alla propria salute. L'unico errore che l'Azienda sanitaria
locale n. 4 di Matera ha riscontrato, in alcune di queste ricette, è
stato quello dell'aver prescritto questi farmaci sul ricettario
sanitario regionale e, quindi, a carico del servizio sanitario
pubblico. In questo caso, infatti, la prescrizione andava fatta sul
ricettario personale "bianco" di ciascun medico e, quindi, facendo
pagare per intero il farmaco al cittadino». «È per questo motivo -
conclude Gaudiano - che la Asl sta provvedendo al recupero delle
somme dovute per l'errata prescrizione. Va, infine, sottolineato che
molte di queste prescrizioni sono state eseguite dai medici di base,
ma indotte dallo specialista, spesso proveniente da fuori regione,
che ha visitato le pazienti». Per la cronaca, alle Fiamme gialle, è
apparso strano soprattutto il fatto che certi farmaci specifici
siano stati somministrati, per esempio, per curare i brufoli. È
anche su questa base che è scattata l'accusa nei confronti dei 32
medici di aver avviato illecitamente una forma di sperimentazione
farmacologica abusiva. Il monitoraggio avviato avrebbe evidenziato
alcune ricette mediche riguardanti prescrizioni nei confronti di
pazienti donne a base di ciproterone e di flutamide. E come ha
spiegato in una conferenza stampa il responsabile del Comando
provinciale, il tenente colonello Giuseppe Carrozzo, per entrambi i
principi attivi, le uniche indicazioni terapeutiche autorizzate dal
ministero della Salute sono strettamente riconducibili alla cura del
carcinoma prostatico inoperabile o in stato avanzato. In pratica, si
tratta di disturbi a carico della sfera sessuale maschile. In più,
per il secondo principio attivo c'è la precisa prescrizione che
vieta la somministrazioni a pazienti di sesso femminile. A quel
punto gli investigatori hanno sentito alcubne pazienti. In pratica,
si è cercato di comprendere se, all'epoca della prescrizione,
fossero state informate di essere sottoposte ad una sperimentazione
clinica e se, in caso affermativo, avessero sottoscritto il
prescritto consenso informato. Tutte le persone sentite hanno
evidenziato di non essere state informate della procedura in atto e
neppure degli eventuali rischi ai quali potevano andare incontro.
08/12/2005 |
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