LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO                       8 Dicembre 2005

 
  Dopo il blitz della Guardia di finanza e il dito puntato contro 32 medici  

Nessuna sperimentazione

Farmaci somministrati per i brufoli, cosa dice l'Asl n.4

 

MATERAIn merito all'inchiesta della Guardia di Finanza di Matera che ha denunciato alla Ministero della Salute, all'Agenzia italiana del farmaco e alle Asl di competenza 32 medici di varie province, e tra questi anche medici della provincia di Matera, per una presunta sperimentazione farmacologia non autorizzata il direttore sanitario della Asl.4, Vito Gaudiano, non è dello stesso avviso delle forze dell'ordine. A suo giudizio, «non si è trattato di sperimentazione clinica non autorizzata, ma di prescrizione di farmaci per patologie diverse da quelle per le quali il farmaco è stato immesso su mercato dal Ministero della Salute. I medici che hanno prescritto questi farmaci per patologie diverse dalle loro indicazioni lo hanno fatto sulla base di principi di Ebm (medicina basata sull'evidenza) e sulla base di pubblicazione scientifiche. Il medico prescrittore ha pertanto la piena autonomia, assumendosene tutta la responsabilità, e sulla base della comprovata efficacia del farmaco. Tant' è che i pazienti non hanno subito alcun danno alla propria salute. L'unico errore che l'Azienda sanitaria locale n. 4 di Matera ha riscontrato, in alcune di queste ricette, è stato quello dell'aver prescritto questi farmaci sul ricettario sanitario regionale e, quindi, a carico del servizio sanitario pubblico. In questo caso, infatti, la prescrizione andava fatta sul ricettario personale "bianco" di ciascun medico e, quindi, facendo pagare per intero il farmaco al cittadino». «È per questo motivo - conclude Gaudiano - che la Asl sta provvedendo al recupero delle somme dovute per l'errata prescrizione. Va, infine, sottolineato che molte di queste prescrizioni sono state eseguite dai medici di base, ma indotte dallo specialista, spesso proveniente da fuori regione, che ha visitato le pazienti». Per la cronaca, alle Fiamme gialle, è apparso strano soprattutto il fatto che certi farmaci specifici siano stati somministrati, per esempio, per curare i brufoli. È anche su questa base che è scattata l'accusa nei confronti dei 32 medici di aver avviato illecitamente una forma di sperimentazione farmacologica abusiva. Il monitoraggio avviato avrebbe evidenziato alcune ricette mediche riguardanti prescrizioni nei confronti di pazienti donne a base di ciproterone e di flutamide. E come ha spiegato in una conferenza stampa il responsabile del Comando provinciale, il tenente colonello Giuseppe Carrozzo, per entrambi i principi attivi, le uniche indicazioni terapeutiche autorizzate dal ministero della Salute sono strettamente riconducibili alla cura del carcinoma prostatico inoperabile o in stato avanzato. In pratica, si tratta di disturbi a carico della sfera sessuale maschile. In più, per il secondo principio attivo c'è la precisa prescrizione che vieta la somministrazioni a pazienti di sesso femminile. A quel punto gli investigatori hanno sentito alcubne pazienti. In pratica, si è cercato di comprendere se, all'epoca della prescrizione, fossero state informate di essere sottoposte ad una sperimentazione clinica e se, in caso affermativo, avessero sottoscritto il prescritto consenso informato. Tutte le persone sentite hanno evidenziato di non essere state informate della procedura in atto e neppure degli eventuali rischi ai quali potevano andare incontro.

08/12/2005