DECRETO BERSANI E LIBERE PROFESSIONI
Decreto Legge 4 luglio 2006 n. 223 su GU 153 del 4/7/2006
Questi di due contenuti più importanti:
1. Tutti dovranno avere uno
o più c/c bancari o postali ad uso professionale sul quale dovranno essere
versati OBBLIGATORIAMENTE tutti gli incassi delle fatture e dal quale saranno
prelevate le somme per pagare le spese professionali. Tutti gli incassi
dovranno essere costituiti da bonifici o assegni bancari non trasferibili.
I contanti potete accettarli solo se riferiti a fatture entro i 100,00 EURO.
In pratica tutte le somme riscosse, compensi e non, devono essere (prima o
poi) versate sul conto corrente, incluse quelle riscosse in contanti e quelle
riscosse con assegno (che potete andare a cambiare in contanti ma poi li
dovete versare comunque).
Ci sarà quindi una "CASSA INCASSI" con i valori e assegni in attesa di essere
versati, che non potranno essere spesi né per l'attività né per altro. Per
poter spendere delle somme anche per fini professionali oltre che personali,
si dovrà procedere ad effettuare un prelievo dal c/c successivo al versamento
degli incassi. Questo vuol dire che non si possono trattenere dei
contanti derivanti da incasso di fatture sotto i 100,00 euro nel portafogli e
poi utilizzarli per le spese. Devo prima versarli sul c/c e poi prelevarli.
Questo vuol dire che anche coloro che sono in contabilità semplificata
dovranno portare al commercialista il dettaglio delle contabili bancarie
relative ai propri incassi ed ai prelevamenti. Quindi ci sarà un aggravio
amministrativo non di poco conto oltre che un conseguente vostro aggravio
organizzativo.
Chi non si adegua rischia la sanzione da 1032 a 7746 euro.
2. Tutte le cessioni di beni strumentali (auto, pc, mobili e arredi) a terzi o ad uso personale richiederanno l'emissione di una fattura. Fino ad oggi tale vendita non comportava alcun reddito anche perché spesso era relativa alla destinazione ad uso personale o alla cessione dell'auto che si è finito di ammortizzare. Da oggi invece non è più così. Se cederemo un bene già ammortizzato, tutto quello che verrà fatturato dovrà essere dichiarato con conseguente aggravio fiscale. Per l'auto ad esempio varrà la valutazione di Quattroruote.
L'introduzione del pagamento
elettronico, con bancomat o carta di credito, negli studi medici? "Non ha senso.
Anzi, pur essendo stato concepito come misura di contrasto all'evasione fiscale,
avrà l'effetto contrario. Incrementerà il 'nero"'. Lo spiega Stefano Biasioli,
presidente nazionale Cimo-Asmd, commentando le misure inserite nel decreto
Bersani sulle liberalizzazioni (pacchetto Visco), che prevede alcune norme per
combattere l'evasione e l'elusione fiscale, come appunto l'introduzione del Pos
negli studi medici per pagamenti superiori ai 100 euro. Secondo Biasioli, la
misura anti-evasione non porterà i benefici sperati dal Governo.
"Anzi - spiega - dal momento che la maggior parte dei pazienti sono soprattutto
persone anziane, che hanno notoriamente poca familiarità con questo tipo di
strumento di pagamento, l'introduzione del Pos non farà altro che complicare il
rapporto medico-paziente. Non solo. Nella maggior parte dei casi, visto che il
limite dei 100 euro fissati è obiettivamente basso, molti pazienti preferiranno
pagare in contanti, favorendo così di fatto il 'nero'. Oltre che i farmaci al
supermercato - conclude Biasioli - avremo quindi anche il medico con il Pos,
dall'inglese Point of sale, che tradotto in italiano equivale a Punto di
vendita. Ma cosa mai può vendere il medico? Una promessa di salute?".
fonte: Doctor News
ConfProfessioni: serve una riforma delle
professioni seria e credibile
No a provvedimenti frettolosi e superficiali
La ConfProfessioni, Confederazione che raccoglie 16 tra le principali associazioni delle Professioni Intellettuali italiane, tra cui la FIMMG, in questi giorni si è mobilitata per contrastare il Decreto Bersani che coinvolge anche alcune attività del Medico di Famiglia. Su una materia tanto delicata e proprio in nome della tutela dei cittadini nonché dei professionisti interessati, ci si sarebbe aspettato un coinvolgimento e un percorso di concertazione e non questo “colpo di mano”. Il nostro paese ha urgente bisogno di una riforma delle professioni seria e credibile, non un insieme di provvedimenti farraginosi che sviliscono le competenze professionali senza tutelare adeguatamente i cittadini, al di la di fumose parole. Sotto la pretestuosa bandiera di una fantomatica liberalizzazione il cittadino è stato ridotto a consumatore invece che detentore di diritti di cittadinanza, la consulenza professionale a mero prodotto e il professionista ad erogatore, trasformando la prestazione intellettuale a fornitura di servizi, senza affrontare in modo adeguato la complessità e il valore del rapporto professionista-cittadino che riguarda in molti casi beni non mercificabili come la salute, la giustizia, la reputazione, la sicurezza, ecc. In particolare il mondo delle Libere Professioni ha una articolazione che prevede ruoli e funzioni diverse e per certi aspetti innovativi. Gli Ordini, le Casse e le Associazioni. Gli Ordini con funzione di magistratura deontologica per la tutela dei cittadini, le Casse per la previdenza dei Professionisti, le Associazioni depositarie dei diritti di rappresentanza delle categorie professionali. Queste ultime in particolare rappresentano nuovi soggetti nel mondo delle libere professioni. Solo una forte azione unitaria di tutti questi protagonisti può sviluppare un percorso innovativo orientato alla realizzazione di una riforma delle libere professioni senza ricorrere ad interventi superficiali e di dubbia utilità, per lo sviluppo di tutto il settore e dell’intero paese.